Venticinque anni alla guida di aziende manifatturiere. Oggi aiuto PMI e studi professionali a integrare l'intelligenza artificiale nei loro processi — con criterio, risultati misurabili e capacità di esecuzione.
Ho iniziato come ingegnere elettronico, con i primi anni di carriera nell'informatica. Poi il percorso mi ha portato a ruoli di direzione sempre più ampi — fino alla Direzione Generale in un'azienda industriale di duecento persone. Venticinque anni in cui ho guidato acquisizioni, ristrutturazioni, digitalizzazioni, relazioni sindacali, consigli di amministrazione.
La capacità di capire la tecnologia da dentro, però, non l'ho mai persa. Oggi faccio consulenza indipendente sull'integrazione di intelligenza artificiale e automazione nei processi aziendali, e sviluppo in prima persona soluzioni su misura — dalle automazioni mirate alle piattaforme documentali basate su modelli linguistici locali.
Il mio valore è stare a metà: abbastanza manager da capire cosa serve davvero a un'impresa, abbastanza ingegnere da costruirlo.
Lavoro con due tipi di clienti, diversi per contesto ma simili nell'esigenza: usare l'intelligenza artificiale per fare meglio il proprio mestiere, non per seguire una moda.
Commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro hanno archivi enormi di documenti e conoscenza implicita che oggi può essere messa al lavoro. L'AI locale — installata nello studio, senza dati in cloud — cambia quello che si può fare con le pratiche ricorrenti.
Le medie imprese del Nordest hanno spesso sistemi stratificati in vent'anni e processi operativi che vivono per metà nei gestionali e per metà nella testa delle persone. L'AI serve qui a ordinare, connettere, automatizzare — senza riscrivere l'esistente da zero.
Sviluppo in prima persona alcuni progetti che nascono dall'esperienza diretta con i clienti. Non sono prodotti pronti a scaffale — sono strumenti che uso e raffino man mano.
Piattaforma documentale basata su modelli linguistici locali, pensata per studi professionali italiani. Permette di interrogare archivi di documenti — visure, bilanci, pratiche, normativa — con risposte contestualizzate e verificabili, tutto senza mai far uscire un dato dallo studio. Tecnologia open-core, deployment on-premises.
Impianto integrato di pianificazione, reporting e controllo di marginalità per aziende industriali. Nato dall'esperienza diretta in azienda, adattato e proposto a PMI manifatturiere che hanno ERP solidi ma difficoltà a trasformare i dati in decisioni operative.
Non servono slide, servono risultati misurabili. Il percorso con ogni cliente segue cinque passaggi.
Mezza giornata in azienda, senza presentazioni pre-confezionate. Parlo con chi fa il lavoro, leggo i documenti veri, guardo i sistemi in funzione. Alla fine so se posso essere utile davvero — e in cosa. Se non lo sono, lo dico.
Prima del codice viene la decisione di cosa costruire e come: cloud o on-premises? modelli AI locali o servizi esterni? dove passa il perimetro dei dati sensibili? quale stack regge nei prossimi tre anni senza rifacimenti? Sono decisioni tecniche con conseguenze economiche e organizzative.
Cicli di quattro-otto settimane, ogni tappa con un risultato verificabile. Niente progetti-fiume da dodici mesi che consumano budget senza produrre nulla di tangibile. Se qualcosa non funziona, si scopre subito e si corregge.
Quando serve apro il laptop, scrivo codice, configuro sistemi, verifico integrazioni. Gli strumenti di oggi abbassano molto la soglia per chi ha le competenze per guidarli — ma saper giudicare il risultato e scegliere le soluzioni giuste resta competenza esperta. È il vantaggio di aver fatto l'ingegnere prima del manager.
Alla fine di un progetto il cliente non deve dipendere da me. Resta il sistema che funziona, resta la documentazione, restano le persone interne formate per usarlo — con percorsi di formazione mirati, non corsi generici. Il mio obiettivo non è creare un legame di servizio perenne: è lasciare un'organizzazione più capace di prima.
Il percorso manageriale da cui nasce il metodo di oggi.
Otto anni di trasformazione continua in un'azienda industriale di duecento persone, 30 M€ di fatturato, 70% export. Riorganizzazione commerciale, introduzione del controllo di gestione per marginalità cliente/prodotto, integrazione di due acquisizioni, digitalizzazione dei flussi logistici. Prima CFO dal 2019, poi DG da giugno 2023.
Produzione di profili e complementi per l'edilizia, 11 M€ di fatturato. Implementazione WMS, reengineering dei processi logistici, portale ordini e integrazione informatica con i trasportatori. Miglioramento del livello di servizio e riduzione dei reclami.
Filiale italiana di un gruppo tedesco industriale, 90 M€ di fatturato. Implementazione Lean, cross-docking, consignment stock, demand planning e schedulazione MRP. Riduzioni significative dei costi logistici, dei tempi di setup e del capitale immobilizzato. Integrazione dei sistemi informativi post-fusione.
Una conversazione iniziale è di valore per entrambi: per capire se ci sono le condizioni per lavorare insieme e da che angolo partire. Scrivimi, rispondo sempre.